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Carataco
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Caratacocite-ref-1[1] (dal latino: Caratacus) (15 circa – 51) è stato un principe britanno, un re celta della tribù dei britanni Catuvellauni e capo principale della resistenza anti-romana. Potrebbe essere identificato con le figure leggendarie del gallese Caradog (o Caradoc o Caradawg) e del re britannico Arvirargo.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Secondo lo storico mwcgCassio Dione, Carataco era figlio de rel catuvellauno mwcwCunobelinocite-ref-2[2]. Sulla base delle mweamonete battute da Carataco, egli sembra essere stato pupillo di suo zio mweqEpaticco, che espanse il potere dei Catuvellauni verso ovest, a danno della mwegtribù degli mwewAtrebaticite-ref-3[3]. Dopo la morte di Epaticco, attorno al mwga35 d.C., gli atrebati, guidati da mwgqVerica, riconquistarono parte dei loro territori. Ma Carataco sembra aver poi riguadagnato le posizioni perdute, ragion per cui Verica chiese aiuto all'mwggimperatore romano mwgwClaudio, che approfittò di ciò per mwhainvadere la Britannia nel mwhq43.
Cunobelino morì poco prima dell'invasione. Carataco e suo fratello mwhwTogodumno si opposero con la mwiaguerriglia alle mwiqlegioni guidate da mwigAulo Plauzio. Furono però sconfitti in due cruciali battaglie presso i mwiwfiumi mwjaMedway e mwjqTamigi. Togodumno fu ucciso e i territori dei catuvellauni conquistati dai romani. Carataco riuscì invece a fuggire nell'ovest dell'mwjgisola e a mettersi a capo della resistenza britannica.
Dagli mwkamwkqAnnali di mwkgTacito sappiamo che egli guidò i mwkwSiluri e gli mwlaOrdovici (popolazioni dell'attuale mwlqGalles) contro il mwlggovernatore romano mwlwPublio Ostorio Scapula. Nel mwma51, Scapula sconfisse Carataco nella mwmqbattaglia di Caer Caradoc (nel territorio degli ordovici), catturandone la figlia e la moglie e ricevendo la resa dei suoi fratelli. Carataco riuscì a fuggire ancora una volta, rifugiandosi presso i mwmgBriganti, la cui regina mwmwCartimandua, fedele alleata di mwnaRoma, lo fece gettare in catene e lo consegnò ai mwnqromani. Carataco fu mandato come trofeo di guerra a mwngRoma; così racconta Tacito il suo arrivo nell'mwnwUrbe:
«Il popolo venne chiamato come se dovesse assistere a uno spettacolo d'eccezione. Stavano in armi le
coorti pretorie
nella spianata antistante la caserma. Iniziarono a sfilare i vassalli del re, con l'esibizione delle
falere
, delle collane e delle spoglie che Carataco s'era conquistato nelle guerre contro i popoli stranieri; seguivano i fratelli, la moglie e la figlia e, da ultimo, venne messo in mostra Carataco in persona. Avvilenti furono le preghiere suggerite negli altri dalla paura: Carataco, invece, non chiese pietà con espressioni umili del volto o con parole, ma giunto dinnanzi alla tribuna imperiale così parlò:
"Se al tempo dei miei successi avessi avuto, pari alla nobiltà e alla fortuna, il senso della misura, sarei venuto in questa città come amico e non come prigioniero, e tu non avresti sdegnato di stringere un patto di pace con un uomo dagli antenati famosi, re di molte genti. La mia sorte attuale come è per me avvilente, così è per te motivo di vanto. Ho avuto cavalli, uomini, armi, ricchezze: c'è da stupirsi se ho opposto resistenza per non perderli? Se voi volete comandare a tutti, significa che tutti debbano accettare la schiavitù? Se fossi trascinato qui dopo una resa immediata, nessuna risonanza avrebbero avuto il mio destino e la tua gloria, e l'oblio accompagnerebbe il mio supplizio: se invece mi lascerai incolume, sarò esempio vivente della tua clemenza."»
(Tacito, Annales, XII, 37)
Colpito da queste parole, mwqqClaudio concesse la grazia a Carataco, alla moglie e ai fratelli, consentendogli di trascorrere il resto dei loro giorni a mwqgRoma.cite-ref-4[4] Dopo la sua cattura la resistenza dei Siluri proseguì ugualmente, e altri attacchi furono condotti alle postazioni e alle guarnigioni romane nel loro territorio.
Tradizioni britanniche medievali
Il ricordo di Carataco potrebbe essere stato conservato nella mwsgtradizione mwswmedievale britannica: la genealogia conservata in un mwtamanoscritto mwtqgallese noto come mwtgHarleian 3859 (ca. mwtw1100) menziona "mwuaCaratauc map Cinbelin map Teuhant", cioè "mwuqCarataco, figlio di mwugCunobelino, figlio di mwuwTasciovano", conservando in questo modo i nomi di tre figure mwvastoriche, messe in relazione corretta.cite-ref-5[5]
Carataco non compare invece nella mwwgmwwwHistoria Regum Britanniae di mwxaGoffredo di Monmouth (mwxqXII secolo), sebbene sia probabile che egli corrisponda alla figura di mwxgArvirargo, il figlio più giovane di mwxwCymbeline, che continuò a resistere all'invasione romana dopo la morte del fratello maggiore mwyaGuiderio.cite-ref-6[6] Nelle versioni gallesi dell'opera di Goffredo il suo nome compare come Gweirydd, figlio di Cynfelyn, mentre suo fratello compare come Gwydyrcite-ref-7[7]. Il nome di Arvirago compare invece nella mwaqpoesia di mwagGiovenalecite-ref-8[8].
Anche il Caradog figlio di Bran che appare nella mwcaletteratura medievale gallese potrebbe essere identificato con Carataco, sebbene in questa produzione letteraria l'unica cosa che corrisponde è il nome. Egli compare nel mwcqmwcgMabinogion come figlio di mwcwBrân il Benedetto, che si andò a mwdaguerreggiare in mwdqIrlanda, lasciando al figlio il governo della Britannia. Ma fu spodestato da mwdgCaswallawn (figura dietro a cui è stato trasfigurato mwdwCassivellauno, che in realtà visse circa un secolo prima di Carataco)cite-ref-9[9]. Le mwfamwfqTriadi gallesi concordano sul fatto che fosse figlio di Bran e sul nome dei suoi due figli: Cawrdaf ed Eudafcite-ref-10[10].
Tradizioni moderne
Caradog è stato identificato con Carataco solo dopo la riscoperta dell'opera di Tacito e di altro materiale. Una tradizione di mwhaXVIII secolo, resa popolare dall'antiquario e falsario gallese mwhqIolo Morganwg, ritiene Caradog, tornato dalla sua prigionia a Roma, come colui che introdusse il mwhgCristianesimo in Britannia. Iolo fa inoltre del mwhwleggendario re britannico del nord, mwiaCoel Hen, un figlio di Cyllen, figlio di Caradogcite-ref-11[11].
Un'altra mwjgtradizione è quella secondo cui Carataco era cristiano già prima di essere portato a Roma, dato che in Britannia il Cristianesimo era stato portato dal mwjwGiuseppe d'Arimatea o da mwkaSan Paolocite-ref-12[12]
Note
cite-note-11. ↑ Altre forme sono mwmwCaractaco (nei manoscritti in mwnalatino degli mwnqmwngAnnali di mwnwTacito), mwoaΚαράτακος e mwoqΚαρτάκης (in quelli mwoggreci della mwowmwpaStoria romana di mwpqDione Cassio), mwpg*Caratācos in mwpwbrittonico, pronunciato mwqq/ka.ra.taːˈkos/, mwqgCaradog in mwqwgallese e mwraCarthach in mwrqirlandese. Kenneth H. Jackson, "Queen Boudicca?", mwrwBritannia 10 p. 255, 1979
cite-note-22. ↑ Dione Cassio, mwswStoria romana mwtaLX, 19-22 (da mwtqLacusCurtius).
cite-note-33. ↑ John Creighton, mwuqCoins and power in Late Iron Age Britain, Cambridge University Press, 2000; Philip de Jersey (1996), mwugCeltic Coinage in Britain, Shire Archaeology
cite-note-44. ↑ Tacito, mwvgAnnali mwvwXII, 33-38; Dione Cassio, mwwaStoria romana, mwwqEpitome of Book LXI, 33,3c
cite-note-55. ↑ mwxqmwxgHarleian Genealogies 16; mwxwmwyamwyqThe Heirs of Caratacus, su mwyggeocities.com mwyw(archiviato dall'mwzaurl originale l'11 agosto 2006). - Caratacus and his relatives in medieval Welsh genealogies.
cite-note-66. ↑ Goffredo di Monmouth, mw0aHistoria Regum Britanniae mw0qIV, 12-16
cite-note-77. ↑ Geoffredo di Monmouth, mw1qHistoria Regum Britanniae, tradotta da Lewis Thorpe, 1973; mw1wHistoria Regum Britanniae, tradotta da Peter Roberts, 1811
cite-note-99. ↑ mw4wmw5aMabinogion: "mw5qBranwen, daughter of Llyr"
cite-note-1010. ↑ Rachel Bromwich, mw6qTrioedd Ynys Prydein, University of Wales Press, 1963; Triadi dal mw6gLibro rosso di Hergest e mw6wPeniarth MS 54
cite-note-1111. ↑ mw7wIolo Morganwg, mw8aTriadi di Britannia mw8q17, mw8g2, mw8w23, mw9a24, mw9q34, mw9g35, mw9w41, mw-a55, mw-q79, mw-g85, mw-w91
cite-note-1212. ↑ Quest'ipotesi deriva da quel passaggio dell'opera di Cassio Dione in cui Carataco viene definito un "mw-wbarbaro cristiano", passaggio che però deriva da un errore di trascrizione nella traduzione di Cary, online sul sito mwaqaLacusCurtius, nel quale l'errore è stato corretto con "mwaqecapo barbaro" per l'edizione stampata (mwaqiDio LXI.33.3c). Vedi anche mwaqmFoster translation in mwaqqProject Gutenberg, che riporta "mwaqucapo barbaro".
Bibliografia
• Leonard Cottrell, mwaqkThe Roman Invasion of Britain, Barnes & Noble. New York, 1992
• Sheppard Frere, mwaqwBritannia: a History of Roman Britain, Pimlico, 1991
Voci correlate
• mwaraAntica Britannia
• mwariCatuvellauni
• mwarqCelti
• mwaryTribù celtiche
• mwaroBritannia romana
• mwarwImpero romano
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Carataco
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCaràtaco, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLéopold-Albert Constans, CARATACO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefbritannica-com(EN) Caratacus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Caractaco in resourcesforhistory.com Archiviato l'11 giugno 2008 in Internet Archive.
• Carataco in Encyclopaedia Romana
• Carataco e in Catuvellauni Archiviato il 22 novembre 2005 in Internet Archive. at Roman-Britain.org
• Catuvellauni in Romani in Britannia
• Il discorso di Carataco all'imperatore Claudio sul blog dello storico Massimiliano Pizzirani